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E' una Trappola

 Sto leggendo un libro davvero interessante che sviluppa i concetti intorno alla mappa di cui ho parlato in questo post,  La Mappa Del Viaggio . Ci sono tantissime cose in cui ritrovo me stessa, il mio percorso fin qui.  La parte che sto leggendo oggi presenta i due possibili personaggi che affrontano un cancro: la vittima e il guerriero .  Cerco di farla breve per arrivare al succo del discorso. La vittima , lo sappiamo bene, è quella persona che si ritiene sfortunata, che si abbatte e si piange addosso. E' quella persona che tutti devono compatire e che tutti devono aiutare.  Il guerriero , per contro, è quella persona che, dopo un primo momento di shock, si scuote, raddrizza le spalle, e a testa alta affronta il viaggio. Il guerriero è il personaggio che tutti lodano e che tutti amano. Lo lodano i medici perché è quello che causa meno fastidi, lo lodano gli amici perché è quello che non chiede aiuto. Il guerriero ce la fa da solo, o così crede. Ma si esclude ...

Aggiornamenti

 Circa due settimane fa ho notato che il seno sinistro si stava nuovamente gonfiando e c'era un indurimento dell'areola. Preoccupata ne ho parlato con l'assistente dell'oncologo e hanno richiesto una tac.  Lunedì ho fatto la tac.  Di buono c'è che le metastasi al fegato sono stabili e non ve ne sono di nuove. Ma si rileva un ispessimento dei tessuti. Praticamente, almeno questa volta, l'ho beccato in tempo. Questo però ha reso necessario un nuovo breve ciclo di chemio. Dovrei cavarmela con tre sedute. E so che affronto le chemio da guerriera.  Purtroppo però l'oncologo mi impedisce di andare in Italia per almeno due mesi... Questa notizia mi ha buttata davvero giù e la guerriera che c'è in me si è allontanata per qualche ora, lasciando spazio ad una donna in lacrime. Io già mi pregustavo gli abbracci della mia famiglia, della mia amica, la festa per il compleanno di mio papà. Niente, tutto rimandato a data da definirsi. E mi scoccia anche costringere mio...

La Mappa del Viaggio

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Da una conversazione di ieri, ho scoperto che qualche esperto ha tracciato una mappa sul percorso di un paziente oncologico. Provo a spiegarlo. Si parte dall' Innocenza , quel momento in cui non so di avere il cancro e vado a fare un controllo di routine, o non sto bene, so che qualcosa non va, ma non so di cosa si tratta e prendo appuntamento dal medico. Il cancro, pur essendo una lontana ipotesi in un remoto angolo del mio cervello, in quel momento non è in cima ai miei pensieri.  Finché arriva quella famigerata Chiamata , quella telefonata che nessun malato di cancro dimenticherà mai. Il telefono squilla, vedo che è il medico. Avvicino il telefono all'orecchio e dall'altra parte il medico con la sua voce calma e dolce, mi dice, " Mi spiace, è cancro ".  A quel punto il terreno da sotto i miei piedi crolla e si scatenano gli appuntamenti per tutti gli esami da fare e mi rivoltano come un calzino. Quella è l' Iniziazione . So che è cancro, quella parola diven...

La Brutalità della Chemio

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Mamma mia! Un mese che non scrivo. Ecco perché mia sorella era preoccupata 😄😄😄 Semplicemente non sapevo dare voce ai miei pensieri, non sapevo tradurli in parole. Ma sto bene, per quanto possa stare bene. Queste parole rendono perfettamente l'idea della situazione attuale. Sono passati cinque mesi dall'ultima chemio, eppure gli effetti collaterali stanno ancora comparendo. Sono giunta a questa conclusione (non è una conclusione, ma non trovo la parola giusta!): quelli della chemio non sono effetti collaterali  nel vero senso della parola, si tratta più che altro di accentuazione di problematiche pre-esistenti . Mi spiego meglio. Quando avevo vent'anni ho cominciato ad avere problemi alla schiena. Già allora feci delle fisioterapie e delle infiltrazioni. Le ginocchia sono sempre state un po' malandate.  Da mio padre ho ereditato le gengive che si ritirano. Ho sempre avuto la pelle un po' delicata. Credo di aver sempre avuto qualche problema con i latticini, ma non...

Arrediamola questa pancia

Sessione faticosa quella di oggi di  Expressive Writing  . Sono incontri via zoom in cui Tom, il moderatore, ci presenta delle parole, delle poesie, delle immagini, e noi cerchiamo di esprimere le emozioni che ci scaturiscono. Le partecipanti sono tutte donne con cancro al seno. Siamo partiti con  I want , Voglio. Notare: non VORREI, ma VOGLIO.  La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: Voglio  abbracciare le mie sorelle .  A seguire c'erano: Voglio vivere più a lungo possibile e nel migliore dei modi; aiutare; Voglio piangere; Voglio smettere di avere dolori; Voglio avere tante lune piene, tanti tramonti, tante stelle ancora da contare. Poi ci ha presentato una poesia: Things to Do in the Belly of the Whale by Dan Albergotti Measure the walls. Count the ribs. Notch the long days. Look up for blue sky through the spout. Make small fires with the broken hulls of fishing boats. Practice smoke signals. Call old friends, and listen for echoes of dist...

Col senno di poi...

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 Gli spunti di riflessione che mi da Fabrizia sono sempre tanto interessanti. C'è un detto: Se il vecchio potesse e il giovane sapesse  Da quando è mancata mia mamma, mi sono ritrovata spesso a fare riflessioni sui miei errori di gioventù e sugli errori che posso aver commesso come madre... pochi a dire il vero... 😅 Ma la perfezione non esiste. Nemmeno Dio è perfetto, altrimenti il mondo non sarebbe così devastato. Anche Dio si è distratto e ha permesso al diavolo di insinuarsi lungo i nostri cammini. Ho rivisto i miei errori, e gli errori di mia mamma. Ma ho smesso di fargliene una colpa. Ho capito quale era il suo scopo. Forse. Non possiamo riavvolgere il nastro. Anche perché chi ci dice che correggendo i nostri errori del passato, non ne faremmo altri? E magari anche più gravi e definitivi. Quello che possiamo fare è usare il nostro passato per migliorarci e per essere felici, perché vivendo nel rimpianto non si può essere felici. Abbiamo questa vita, dobbiamo trarne il ma...

Sono roccia o sono sabbia?

 Non mi sono mai sentita bella, né tantomeno forte. Ma non si può mai sapere nella vita, un giorno tutto cambia. Un giorno tutto quello in cui hai creduto, tutto il bagaglio che hai portato sulle spalle per cinquantaquattro anni, non ha più alcun senso. Mi sono alzata una mattina, sono andata in piscina come al solito, poi sono andata al lavoro, senza sapere che da quel giorno tutto sarebbe cambiato. "Sei una roccia" mi ha detto qualcuno, in molti, "Ce la farai e vincerai". Quel giorno tutto è cambiato. Da quel giorno tantissime cose sono cambiate e, incredibile a dirsi, ma molte cose sono cambiate in meglio.  Da quel giorno ho scoperto che è vero, sono una roccia. Non che io sia speciale, no. Ho conosciuto molte donne con situazioni simili alla mia, che hanno saputo lottare. Io non sono da meno. Ma ogni tanto mi concedo di diventare sabbia.  Ogni tanto questa roccia si affatica, e si affloscia, lasciandosi trasportare dalla marea. Poi basta un pensiero bello, una p...