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Il potere dell'esercizio fisico

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 Chi mi conosce lo sa, l'esercizio fisico non è mai stato proprio il mio chiodo fisso. Sì, ho fatto tanto nuoto, ho giocato tanti anni a softball, ma non sono mai stata particolarmente brava e la pigrizia mi seguiva ovunque andavo. Senza contare l'amore per il buon cibo che mi impediva di ottenere buone performance in ambito sportivo. Questo fino a qualche anno fa, il 2019 per l'esattezza, dopo l'intervento di isterectomia.  Ero arrivata ad un punto in cui non riuscivo nemmeno più a guardarmi allo specchio per quanto stavo ingrassando. Allora ho deciso che era ora di fare qualcosa e ho cominciato a sfruttare la palestra andandoci in principio tre volte a settimana, per poi arrivare ad andarci tutti i giorni.  Non stavo diventando un'acciughina, sia chiaro, ma almeno stavo trasformando un po' di quella ciccia in muscoli e mi faceva sentire meglio. Quando, dopo la pandemia, hanno riaperto la piscina, ho pensato di riprendere la mia vecchia passione per il nuoto e ...

Arrediamola questa pancia

Sessione faticosa quella di oggi di  Expressive Writing  . Sono incontri via zoom in cui Tom, il moderatore, ci presenta delle parole, delle poesie, delle immagini, e noi cerchiamo di esprimere le emozioni che ci scaturiscono. Le partecipanti sono tutte donne con cancro al seno. Siamo partiti con  I want , Voglio. Notare: non VORREI, ma VOGLIO.  La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: Voglio  abbracciare le mie sorelle .  A seguire c'erano: Voglio vivere più a lungo possibile e nel migliore dei modi; aiutare; Voglio piangere; Voglio smettere di avere dolori; Voglio avere tante lune piene, tanti tramonti, tante stelle ancora da contare. Poi ci ha presentato una poesia: Things to Do in the Belly of the Whale by Dan Albergotti Measure the walls. Count the ribs. Notch the long days. Look up for blue sky through the spout. Make small fires with the broken hulls of fishing boats. Practice smoke signals. Call old friends, and listen for echoes of dist...

Col senno di poi...

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 Gli spunti di riflessione che mi da Fabrizia sono sempre tanto interessanti. C'è un detto: Se il vecchio potesse e il giovane sapesse  Da quando è mancata mia mamma, mi sono ritrovata spesso a fare riflessioni sui miei errori di gioventù e sugli errori che posso aver commesso come madre... pochi a dire il vero... 😅 Ma la perfezione non esiste. Nemmeno Dio è perfetto, altrimenti il mondo non sarebbe così devastato. Anche Dio si è distratto e ha permesso al diavolo di insinuarsi lungo i nostri cammini. Ho rivisto i miei errori, e gli errori di mia mamma. Ma ho smesso di fargliene una colpa. Ho capito quale era il suo scopo. Forse. Non possiamo riavvolgere il nastro. Anche perché chi ci dice che correggendo i nostri errori del passato, non ne faremmo altri? E magari anche più gravi e definitivi. Quello che possiamo fare è usare il nostro passato per migliorarci e per essere felici, perché vivendo nel rimpianto non si può essere felici. Abbiamo questa vita, dobbiamo trarne il ma...

Sono una matita

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Sono una matita magica, con un involucro morbido e coloratissimo, amata da tutti quelli che la vedono.  Ma sono poche le persone che possono dire di aver visto questa matita scrivere e lasciare un segno indelebile nelle loro vite. Quelle sono le persone che sono andate oltre l'involucro esterno, che hanno voluto andare oltre le apparenze. E quelle persone hanno visto questa matita scrivere con colori sgargianti o con tenui colori pastello, e a volte anche con tutti i colori insieme. Ma quando questa matita scrive con il nero, quelli sono i giorni in cui preferisco stare da sola col mio diario e lasciare che il mio inchiostro scorra libero sulle pagine vuote, senza far soffrire nessuno.  Quelli sono giorni in cui non voglio ascoltare né essere ascoltata perché non voglio la pietà di nessuno, e non voglio nemmeno che mi si dica "vedrai che andrà meglio" perché io so che non andrà meglio. Quelli sono i giorni in cui la paura entra dentro la mia anima e l'involucro esteri...

Lettera a me stessa, trent'anni fa

Cara Renata, Stai per sposarti. Oh, ricordo bene quello che stai passando, quel forte desiderio di essere finalmente indipendente, di fare la tua vita senza doverne dare conto a tua madre, nostra madre. Ricordo quel bisogno di "essere moglie" e sentirti amata.  Ricordo bene quel conflitto interiore, quel desiderio di essere apprezzata da tua madre, nostra madre, per quella che sei.  Ma ricordo anche che a quell'età non volevi sentirti dire da nessuno cosa fare, come comportarti, men che meno da tua madre o da una te stessa più anziana. Nessuno capiva, o almeno così pensavi, la tua solitudine, la tua sofferenza. Le tue sorelle e tuo fratello sono ormai andati avanti con le loro vite, stanno costruendo le loro famiglie, il loro futuro. Ora tocca a te costruire la tua ma non sai come dirlo a tua madre. Cara Renata, Potrei dirti che la strada che stai per intraprendere non è quella giusta, che sposarti non è la soluzione e che a breve divorzierai.  Potrei dirti che il 30 Apri...

Cosa Come Perché

Su Instagram seguo una Life Coach specializzata per pazienti oncologici. L'altro giorno ha dato un esercizio che mi è piaciuto molto perché c'era da scrivere! Immagina di aver realizzato il tuo obiettivo da sei mesi. Ecco qual'è il mio obiettivo e come immagino di averlo realizzato. Sensibilizzare la comunità su cosa significa cancro metastatico perché pochi lo sanno, e molti non lo vogliono sapere. Voglio sensibilizzare la ricerca specifica sul cancro metastatico perché questo è un cancro che non ha cura, da cui non si guarisce. La chiamano malattia terminale , un termine orribile. Voglio cambiare il titolo di questa storia. COSA Cosa è cambiato quando l'hai realizzato? Che sensazioni provi? Cosa vedi? Chi c'è intorno a te? Ho raccontato la mia storia durante una cerimonia e ho raccontato come vive una persona che ha un cancro metastatico. Ora i notiziari locali ne parlano e io sono riuscita a puntare i riflettori sulla ricerca specifica per il cancro metastatico. ...

Rabbia e Creatività

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Ho creato un account su Instagram mirato al mio percorso oncologico, e la maggior parte degli account che seguo sono donne con cancro al seno, gruppi terapeutici, o persone che supportano i pazienti oncologici. Una di queste persone è Fabrizia Pavetto, una life coach specializzata nelle terapie per pazienti oncologici. La seguo molto perché mi dà moltissimi spunti di riflessione interessanti che uso anche nel mio diario. L'altro giorno suggeriva di prendere una vecchia rivista e di strapparla in tanti pezzi, ad ogni strappo bisognava dare sfogo alla rabbia che teniamo intrappolata dentro.  Dopo aver strappato la rivista, bisognava prendere alcuni dei pezzi strappati, quelli che per qualche ragione catturavano la nostra attenzione, e metterli insieme per costruire qualcosa.  Io non ho molte riviste, ormai tutto quello che leggo è online, libri inclusi. Ieri però ne è arrivata una online e allora ho fatto l'esercizio. Poi ho rimesso insieme alcuni pezzi ed ecco cosa ho costruito...